La Lotta Per La Terra

La Lotta Per La Terra Negli Anni '50

Negli anni ’50, dopo la guerra, si è sviluppata “la lotta del bosco”. Allora S. Salvo era un paese prettamente agricolo, adesso è diventato un paese industriale. Però allora ci stava la fame della terra , perché S. Salvo era un paese dal territorio ristrettissimo. Infatti, se andiamo a considerare i confini, si vede che Cupello arriva al fiume Trigno, arriva ad un chilometro dal centro storico di S. Salvo e Vasto arriva al cimitero di S.Salvo. Alcune strutture di cui S. Salvo usufruisce sono costruite sul territorio di Vasto. Il paese aveva pochissima terra da coltivare, anche se la popolazione era costituita quasi esclusivamente da contadini. Avevamo questo bosco Motticce ( in realtà non era più un bosco, ma era diventato una sterpaglia perché gli alberi, le querce, i cerri, erano stati tagliati durante la guerra anche dall’esercito) e noi comunisti, insieme al sindacato, avvertivamo la necessità di sfruttare diversamente quest’area.
Avevamo fatto una richiesta all’Amministrazione per il disboscamento di questo terreno, erano circa 150 ettari. Come partito e come organizzazione sindacale abbiamo cominciato a discutere, a lavorare in mezzo alla gente per decidere il giorno dell’occupazione del bosco e per la messa a coltura. Si chiedeva la messa a coltura di questa terra e la ripartizione tra i contadini per integrare quel poco che avevano.
La lotta è stata dura, abbiamo occupato il bosco. Il primo giorno, la lotta è andata bene. Il secondo giorno è cominciata ad arrivare la celere, però non è successo niente. Il terzo giorno vedemmo arrivare un comando speciale mandato per sparare, per massacrare quelli che occupavano il bosco. Si aspettava l’imbrunire, lì si rimaneva pure la notte. Ci stava un capitano dei carabinieri e l’onorevole Bruno Corbi ha cercato di avvicinare le forze dell’ordine per convincerle a non attaccare, e nello stesso tempo ha cercato di convincere la gente a tornare a casa. Si doveva abbandonare il bosco ma già parecchi occupanti erano stati arrestati. C’erano stati parecchi arresti: uomini, donne, padri di famiglia, giovani. Però quella lotta è stata utile per la crescita di tutto il paese.
Dopo qualche anno, tramite la Prefettura, è stato fatto un decreto per il disboscamento e per crearvi un cantiere scuola. Con il cantiere scuola andarono a lavorare i braccianti disoccupati, quelli che avevano bisogno della giornata. Venivano pagati in parte con quello che gli dava il Comune o la Prefettura e si riportavano a casa i ceppi che riuscivano a sradicare dalla terra. Si è avuto il disboscamento totale.
La lotta non è finita lì. Dopo il disboscamento, la Democrazia Cristiana aveva creato dei piccoli poderi di 3 – 3,5 ettari. La popolazione, sentendo questo fatto, è scesa in sciopero di nuovo perché con quelle assegnazioni di 3-3,5 ettari non potevano accontentare tutti, al massimo potevano accontentare 30 o 40 persone. Allora di nuovo sciopero e manifestazioni in piazza, l’intervento della forza pubblica, gli arresti, fino a quando non hanno assegnato la terra. L’assegnazione è stata fatta dalla DC, allora i democristiani avevano ripreso l’Amministrazione, quindi l’hanno assegnata a chi non ne aveva bisogno.
Però quel terreno è diventato un bosco di ulivi, di peschi, di vigne, che ha dato reddito e ricchezza ai sansalvesi. Questa è la lotta che abbiamo sostenuta. Io sono orgoglioso di avervi partecipato, di averla organizzata insieme con altri compagni. Questo ho voluto raccontarvi in poche parole.

Bosco Motticce – San Salvo
Testimonianza di Luigi Ruggieri su Bosco Motticce, a San Salvo

(in 50° dell’eccidio di Lentella. Ires Ab. Ediz.2000)