Conferenza Organizzazione – Documento Conclusivo

Conferenza Di Organizzazione Cgil Chieti
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La Conferenza territoriale di organizzazione della Provincia di Chieti che si svolge il giorno 19 giugno 2015 c/o l’Hotel Villa Medici – Rocca San Giovanni, composta da n° 40  delegate e da n° 62  delegati, approva il documento predisposto per la Conferenza Nazionale di Organizzazione della CGIL.

La scelta di una strategia rivendicativa, incentrata sulla “contrattazione inclusiva” e sulla “partecipazione democratica” degli iscritti e delle strutture territoriali,  costituisce un nuova impronta che rafforza la natura identitaria del sindacato ampliandone la funzione e la capacità di iniziativa rispetto agli assetti contrattuali e ai temi relativi alle politiche di sviluppo per il lavoro e l’occupazione.

Contrattazione inclusiva e dimensione territoriale richiedono un rapido adattamento del nostro modo attuale di essere e di agire. Si impone la necessità di una lettura immediata dei sistemi produttivi, pubblici e privati, che esistono nel territorio; di una analisi puntuale del vigente sistema di protezione sociale; di una verifica continua sui reali spazi di agibilità contrattuale in ambito locale.
Tutto questo tenuto conto che le questioni sociali avranno sempre più peso e rilevanza e quindi saranno complementari all’azione di tutela esercitata dall’Organizzazione nell’ambito della contrattazione territoriale.

E’ necessario integrare le azioni ed individuare un nuovo rapporto di equilibrio tra  CdLT e CGIL Abruzzo. E’ indispensabile trovare un raccordo tra le trattative di livello istituzionale regionale e le azioni ed attività delle CdLT a partire con un assetto diverso e più snello delle strutture. Una prima indicazione obbligata, fermo restando l’istanza congressuale provinciale e dalla quale non possiamo prescindere, è quella di una precisa determinazione delle nostre Aree Territoriali d’intervento e di azione contrattuale.

Considerazioni oggettive e consolidate ci impongono di identificare 3 Aree ben definite (CdLZ?) che si riferiscono al Chietino(Chieti) all’area Sangro (Lanciano) e al Vastese (Vasto).
Aree che devono diventare  punto di presidio del territorio, centro di aggregazione degli iscritti, della popolazione e luogo dove deve effettivamente svolgersi l’integrazione e la realizzazione di tutti i servizi che la nostra Organizzazione offre.

Alla delimitazione geografica dobbiamo far seguire la individuazione di linee guida, un comune orientamento, con precise indicazioni dei contenuti che devono caratterizzare l’orizzonte rivendicativo che intendiamo intraprendere nel nostro territorio. Rivendicare cosa, per chi, in che modo, diventano riferimenti ai quali dobbiamo far seguire indicazioni e scelte molto precise.

Come primo punto della nostra agenda politica c’è una indicazione dalla quale non si può prescindere: I BISOGNI REALI DEI NOSTRI ISCRITTI DEVONO COSTITUIRE IL PUNTO CENTRALE DI RIFERIMENTO PER LA DEFINIZIONE  DEI NOSTRI OBIETTIVI RIVENDICATIVI.

Dare risposte ai loro bisogni non è solo un dovere statutario ma un compito primario del nostro agire negoziale. Dai nostri iscritti riceviamo il mandato di rappresentanza e la legittimità di rivendicare il soddisfacimento delle esigenze che pongono.

La nostra natura di sindacato generale ci impegna a rivolgere la nostra attenzione anche a quanti, come noi, chiedono l’eliminazione delle ingiustizie; rivendicano il diritto di accesso al lavoro per tutti come risposta primaria per l’affrancamento dal bisogno economico. Non solo. Come noi rivendicano altri diritti come quelli che si riferiscono al sapere, alla tutela della salute ed all’inclusione sociale. Far emergere i bisogni diviene quindi un’attività primaria per tutta la nostra Organizzazione.
Non basta. Dobbiamo far si che il bisogno non sia solo protesta ma diventi proposta.
La trasformazione di bisogni espressi in un progetto rivendicativo compiuto, da conseguire attraverso la contrattazione, è la fase successiva che  caratterizza e qualifica l’agire e l’azione del sindacato.
Un percorso impegnativo e difficile ma possibile.
Come già  sperimentato ad esempio  anche nel nostro territorio dalle compagne e compagni della Lega Spi di Francavilla al Mare. L’azione contrattuale costruita sui bisogni delle persone che rappresentiamo costituisce anche una condizione essenziale di appartenenza della rivendicazione. Questo quindi significa la certezza per la nostra Organizzazione di poter contare sul loro sostegno e sul loro assenso fino alla fase conclusiva delle nostre rivendicazioni. Non è una questione marginale o di poco conto: è l’essenza della democrazia partecipata. Costruzione con tutti e riferimento ai bisogni di tutti si accompagnano alla necessità di avere e di acquisire competenze e unitarietà di direzione complessiva dell’azione contrattuale.
Per questo l’attività formativa permanente non costituisce una variabile indipendente rispetto al nuovo che ci attende. Allo stesso modo è imprescindibile la necessità che sia affidata alla Struttura Confederale la funzione di coordinamento e di soggetto unico dell’azione rivendicativa.

Rocca San Giovanni 19 giugno 2015