STRATEGIA

  • Insistere con l’approccio globale, dove il sanitario è un aspetto non esclusivo degli interventi e delle relazioni necessarie, dove la persona è soggetto che partecipa attivamente e non solo oggetto di cura.
  • Perseguire la Salute come benessere fisico, psichico e sensoriale, come diritto del singolo e come interesse della collettività, in riferimento alle profonde mutazioni sociali che hanno mutato il quadro epidemiologico in questi anni.
  • Investire di più sulla Prevenzione agendo sui determinanti di salute: la casa, il reddito, l’ambiente, il lavoro, il migrare, i ritmi e gli stili di vita.
  • Agire attraverso il miglioramento della qualità della vita delle persone affette da malattie psichiche: inclusione sociale e lavorativa, tutela dei loro diritti e della loro dignità.
  • Realizzare una diffusa rete dei servizi territoriali sociali e sanitari in grado di garantire percorsi sempre più personalizzati utilizzando le risorse disponibili in modo flessibile.
  • Ripensare le strutture residenziali inserendole davvero nel territorio e nel progetto di assistenza del Dipartimento di salute mentale, incrementare i gruppi appartamento.
  • Qualificare le professionalità e lavorare in modo integrato rispettando e valorizzando l’apporto professionale di ciascuno.
  • Ristabilire un governo del servizio pubblico degli interventi realizzati nei soggetti privati e della cooperazione sociale, utilizzati troppo spesso più per il contenimento della spesa pubblica che per riconoscere il valore aggiunto del privato sociale.
  • Riconoscere concretamente l’importante risorsa della partecipazione attiva dei familiari e delle loro associazioni che hanno l’esigenza di poter contare su servizi adeguati, accessibili e disponibili.
  • Impegnare risorse sufficienti per i servizi di salute mentale: assegnare e spendere almeno il 5% del Fondo Sanitario Regionale per la salute mentale.

…… il 31 luglio 2009 la segreteria regionale della CGIL Abruzzo ha avanzato 4 proposte per la psichiatria abruzzese:

L’indagine della Commissione Parlamentare sulla Sanità sulle strutture di riabilitazione psichiatrica del Gruppo Villa Pini, e le ulteriori verifiche del Dipartimento di Prevenzione della ASL di Chieti, hanno confermato il grave, vergognoso ed incivile stato in cui sono tenuti i pazienti psichiatrici in Abruzzo e, in particolare, nella provincia di Chieti. A questo punto è necessario che:

  • si obblighi la proprietà del Gruppo Villa Pini ad adeguare strutture, assistenza e personale secondo gli standard di legge.
  • la Regione dia avvio al riordino della residenzialità psichiatrica.
  • si proceda a riclassificare le strutture attraverso la valutazione funzionale e individuale dei pazienti da parte del Centro di Salute Mentale.

si rimoduli il Piano di Rientro dal deficit sanitario per potenziare i Dipartimenti di Prevenzione e quelli per la Salute Mentale.

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